mercoledì 7 novembre 2018

I. D. Yalom, "Le lacrime di Nietzche"

Venezia, fine secolo XIX. Anais Nin contatta in un caffè della città il famoso medico viennese Bauer, maestro di Freud. Il suo amico Nietzche - con lui ha avuto un'esaltante avventura, anzi un'esperienza importante di  ménage  à trois - è depresso e malato. 
Anais chiede aiuto a Bauer per curarlo, è a conoscenza dei suoi studi sull'ipnosi e delle sue teorie sulla psiche, vuole che Bauer le metta in pratica su Nietzche, che peraltro non ne vuole proprio sapere di curarsi. Dunque Bauer dovrà anche convincerlo ad aprirsi, a riconoscere la sua condizione e a chiedere di essere curato,senza che Nietzche venga mai a sapere che era stata Anais a rivolgersi a lui.
Da qui prende il via una romanzo interessante e innovativo, di grande curiosità e anche appassionante. Scopriremo ben presto al famiglia di Bauer, la sua rispettabilità da borghesia ebraica viennese, i rapporti con la moglie e i figli, le sue intuizioni e le collaborazioni con il giovane Freud.
Mentre Nietzche acquisisce progressivamente fiducia e confidenza in Bauer, si dipanano gli elementi che costituiscono la sua filosofia, l'idea di sé, lo schema della relazioni col mondo, gli episodi critici della vita, la svolte.

P. McGrath, "La guardarobiera"

Londra, inverno del 1947. La città trascorre il secondo freddissimo inverno della fine delle II guerra mondiale. Le rovine dei bombardamenti non hanno ancora lasciato il passo alla ricostruzione e la popolazione vive fra penurie e ristrettezze, mentre si torna faticosamente alla normalità.
Uno degli attori teatrali più famosi muore in circostanze poco chiare e la moglie Joan, guardarobiera del teatro in cui lui recitava e ancora stordita per la perdita, decide di assistere con la figlia Verra alla "prima" dello spettacolo dove il sostituto del marito interpreterà la sua parte. Cercherà - e in aprte troverà - nel giovane sostituto quello stesso guizzo, quello spirito che aveva suo marito e che l'aveva sedotta. Comincia una frequentazione fra i due e una specie molto particolare di relazione.
L'elaborazione del lutto e le contingenze del tempo porteranno Joan a cercare e scoprire la doppia vita del marito: era riuscito a nascondergliela quando era in vita, da morto tutto emerge con una nitidezza che la lascerà vedova una seconda volta.
Intanto tornano nelle piazze i fascisti inglesi.

M. Carlotto, "Alla fine di un giorno noioso"

Avevamo lasciato il protagonista Giorgio Pellegrini alla fine di "Arrivederci amore, ciao", uscito dieci anni fa. Pensavamo che Carlotto lo avesse abbandonato definitivamente... e invece eccolo  di nuovo qui, protagonista di una storia dura, cinica e spietata.
Politica, malavita organizzata e malaffare comune si intrecciano fra loro in un impasto di cui è difficile separare le parti. Protaginisti ladri, puttane e gente comune, commercianti amorali e falliti senza speranza, tutti parte di quella borghesia del nord est ricco d'Italia che ha perso non solo la morale, ma anche il senso della civiltà. Lupi affamati che vivono in un eterno presente dove ogni sentimento ha un prezzo determinato solo dalla legge del mercato. Donne zoccole per scelta e contente di un ruolo che le marginalizza, ma le rende centrali in tutti i traffici, proprio come la cocaina. 
Carlotto scrive romanzi crudeli e amorali, stavolta ha superato se stesso e anche i confini di ciò che si riesce a leggere senza indignarsi, trasformando il lettore in un protagonista attivo di questo noir sociologico ambientato nell'Italia leghista. Thrilling appassionante e storia costruita in modo magistrale. 
Da leggere

giovedì 1 novembre 2018

A. Adébàyò, "Resta con me"


Una storia appassionante ambientata nella Nigeria dei nostri giorni. Modernità e tradizione, scienza e animismo, melting pot e altro, tutto visto con gli occhi di una donna sfortunata.
Yejide e Akin si conoscono all'università d Lagos, si innamorano e si sposano. L'amore fra i due è talmente forte che Akin rinuncia a prendere altre mogli, a differenza di quello che fa la maggior parte degli uomini del suo ceto sociale.
Dopo quattro anni ancora non ci sono figli in arrivo e la posizione sociale dei due comincia a vacillare, pressati dalla famiglia di Akin che lo induce a prendere una seconda moglie all'insaputa di Yejide. Se la vedrà davanti, sull'uscio di casa, quando questa si presenterà raccontandole la verità.
Yejide capisce che deve dare dei figli al marito, tuttavia non concepisce l'idea di tradirlo. Lo farà col cognato, il fratello di Akin e otterrà la tanto agognata gravidanza.
L'inganno produrrà una catena di dolorosi avvenimenti che sono lo specchio della mentalità della classe colta della Nigeria di oggi, un mix di superstizioni e modernità.

K. Ishiguro, "Il gigante sepolto"

Il premio Nobel di origine giapponese si cimenta con la mitologia inglese, tornando ai tempi di Re Artù, per reinterpretarla in chiave allegorica.
Una coppia di vecchi sassoni, Axl e Beatrice, decidono di lasciare il loro villaggio per mettersi alla ricerca di non sanno bene cosa. Siamo nell'Inghilterra dell'anno mille, Artù è morto da poco, la pace tiene, ma già si avvertono le minacce che torneranno a gettare il paese nel caos e nella distruzione. Su tutto il regno è calata una nuvole che provoca amnesia e disorientamento, i ricordi evaporano e le persone si stringono al poco che ancora conoscono pur di non perdere del tutto la cognizione.
Gradualmente i due vecchi riportano alla mente il ricordo del figlio che hanno avuto, della sua partenza, ma non riescono ad andare oltre. Il viaggio serve proprio a cercare l'origine della nebbia per combatterne gli effetti pericolosi e mantenere il ricordo.
Ben presto il desiderio di ritrovarlo viene sovrastato dal senso di colpa perché la memoria ha riportato alla luce una storia da dimenticare.

J. Villoro, "Il libro selvaggio"

Complice una separazione dei genitori in atto, il quattordicenne Juan viene spedito a trascorrere le vacanze da uno zio bibliofilo con abitudini riprovevoli, accudito da un'anziana governante.
Il giovane si trova catapultato in una casa piena di sale, ciascuna una biblioteca ordinata secondo modalità che il lettore scoprirà con lui nel corso della storia. Ogni tentativo di trovare un criterio è destinato a essere vanificato dalle sale successive in un percorso che mostra sempre qualcosa di nuovo in questa immensa raccolta di testi.
Juan scoprirà anche che non tutti i libri stanno sempre allo stesso posto, ce ne sono di quelli che cambiano posizione secondo itinerari che sono parte della loro propria vita. 
Si tratta di un romanzo di formazione, molto particolare... ma di formazione. Dunque non manca l'iniziazione sentimentale che prende la forma di una coetanea che diventerà l'altra parte dell' esplorazione e della scoperta dei libri che vivono. 
"La mente è una macchina per pensare. L'importante è non intasarla di dati, ma imparare a usarla.

F. Rampini, "Le linee rosse"

Potrebbe (dovrebbe) essere una lettura da imporre agli studenti dell'ultimo anno delle superiori e a tutti i giovani (e non) che guardano il mondo con qualche difficoltà a capire perché è diventato così.
Le linee rosse sono quelle che Rampini traccia a supporto del suo racconto della storia recente, collegando fra loro Storie, avvenimenti e luoghi del mondo anche molto lontani fra loro.
Le mappe, le carte geografiche sono uno strumento senza il quale è impossibile provare a "vedere" come cambia il mondo, come evolve la sua storia, quali potenze stanno declinando e quali emergono negli scenari internazionali.
Rampini fa tutto questo e ci porta con lui a immaginare gli scenari futuri, ricavandoli dagli elementi che ci aiuta a padroneggiare meglio.
In questo libro ho trovato cose che non conoscevo, collegamenti che mai avrei immaginato plausibili. Il suo apporto prezioso è quel fare ordine che aiuta a costruire scenari.